Swingle Singers
Friday, October 3rd, 2008Martedì sono andato ad ascoltare gli Swingle Singers, al Teatro alla Scala.
Non ho parole per descrivere lo spettacolo. Sono i più grandi professionisti del canto che io abbia mai sentito. In due ore di show sono riusciti a cantare ogni genere musicale, da Bach ai Beatles, dal Jazz alla Disco, e tutto solo con otto voci e neanche uno strumento musicale. Perfino nel il Bolero di Ravel, che normalmente viene eseguito da un’orchestra sinfonica, le otto ugole non avevano nulla da invidiare ad un complesso da 100 elementi.
La novità rispetto agli anni precedenti (il complesso è stato fondato negli anni 60, ovviamente con elementi diversi dagli attuali) è l’ntroduzione del Beatbox, un’arte di canto con la quale si imitano (alla perfezione, in questo caso) gli strumenti percussivi. Il Beatbox, derivato dall’esperienza Hip-Hop e Rap, è una vera rivoluzione nel canto “a cappella”, e in certi momenti ci si domandava seriamente se non ci fosse una base preregistrata in sottofondo. A dissipare il dubbio, Kevin Fox, Basso e Beatboxer, ha improvvisato un assolo di batteria dirigendo anche il pubblico che in tre sezioni (platea destra: timpano alto; platea sinistra: timpano basso; galleria e palchi: splash) ha culminato il pezzo.
Per chi ancora non avesse capito, gli Swingle Singers sono coloro che cantano ciò che sentite da 40 anni durante la sigla di SuperQuark sulla RAI: l’aria sulla IV corda di Bach.
Il concerto è stato organizzato dalla Fondazione Francesca Rava - NPH Italia, una ONLUS che aiuta i bambini ad Haiti, e tutto il ricavato della serata è andato in beneficenza.
Gli Swingle Singers hanno aggiunto che, contattando la Fondazione, è possibile acquistare i loro CD ed essere sicuri che anche in questo caso il ricavato andrà ad Haiti.
Direi che è ora di fare un po’ di spazio nel portaCD…