Banda d’Affori
by MarcoChe bello svegliarsi la mattina con il concerto della Banda d’Affori proprio sotto le finestre di casa…
Oggi è festa qui ad Affori, e Milano non esiste più; è tagliata fuori, ignorata; il paese dimentica l’annessione del 1923 e ritorna quello che era, un villaggio con la sua Banda, le bancarelle per le vie, tutti che si conoscono e si salutano per la strada.
Questa caratteristica un po’ magica è tipica di Milano: anche la Bovisa, Greco, Lambrate rimangono delle entità un po’ distaccate, rivendicano la loro identità. E che dire di Baggio, con le sue vie tortuose in porfido, le case in pietra con i cortili contadini, il municipo ancora visibile?
La periferia può essere dimenticata, problematica, faticosa. Ma quando le tradizioni si mantengono, quando il villaggio originario fa capolino nei ricordi dei vecchi abitanti e si insinua nella vita dei nuovi venuti, beh, allora può essere anche bella e riposante.
September 24th, 2007 at 11:19
È anche che Milano ha periferia e periferia. Le zone perndono nome da piccoli borghi assorbiti mano a mano dal comune, ma che ancora per decenni rimanevano borghi ben distinti, con grandi aree verdi e incolte o coltivate a distinguerli. Solo negli anni Cinquanta e Sessanta il boom economico ha fatto sì che la città, rapidamente, si estendesse in queste aree intercalate. Pensiamo solo alla via Gluck della canzone!
November 7th, 2007 at 11:24
Finalmente qualcuno che apprezza la buona musica offerta da una delle tradizioni storiche italiane: la banda. Certo la banda d\’Affori non è la bandicina di paese e saprà offrire uno spettacolo altisonante ma l\’importante è che queste tradizioni non si perdano nell\’irrefrenabile corsa al \